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Quanto può vivere un essere umano? I limiti della longevità umana

Tra tutti gli esseri viventi, forse siamo gli unici a sapere che la nostra vita avrà una fine. Un cane o un elefante possono soffrire per la perdita di un compagno, ma nulla indica che sappiano di dover morire a loro volta. Per noi, invece, quella consapevolezza arriva presto, già da bambini. Forse è proprio per questo che l'uomo si chiede da sempre: quanto si può vivere, al massimo? La domanda sulla longevità umana non è più solo filosofica. Oggi demografi, biologi e medici la affrontano con dati, statistiche ed esperimenti, e le loro risposte non sempre coincidono.

Il record della longevità umana: 122 anni

Il primato appartiene alla francese Jeanne Calment, morta nel 1997 ad Arles all’età di 122 anni e 164 giorni. Era nata nel 1875, quando la Torre Eiffel non esisteva ancora. In quasi trent’anni nessuno si è avvicinato davvero a quel traguardo.

Oggi la persona più anziana del mondo riconosciuta dal Guinness dei primati è la britannica Ethel Caterham, nata il 21 agosto 1909: ad agosto 2026 ha compiuto 117 anni (ABC News). Persone come lei, oltre i 110 anni, si chiamano supercentenari. Sono rarissime e quasi sempre donne.

linea del tempo della vita di Jeanne Calment, record della longevità umana di 122 anni
La vita di Jeanne Calment (1875–1997) ha attraversato oltre un secolo di storia, dalla costruzione della Torre Eiffel allo sbarco sulla Luna. Il suo record di 122 anni e 164 giorni resiste ancora oggi. Infografica: GeoGeasy

Speranza di vita e durata massima: due cose diverse

Quando si parla di quanto viviamo bisogna distinguere due concetti:

  • la speranza di vita, cioè quanti anni vive in media una persona nata oggi;
  • la durata massima della vita, cioè fin dove può arrivare il più longevo di tutti.

La prima è cresciuta in modo spettacolare. In Italia, nel 2025, la speranza di vita alla nascita ha raggiunto 81,7 anni per gli uomini e 85,7 per le donne, e chi ha superato i cento anni è ormai più di 24.700 persone (ISTAT). Un secolo fa la media era intorno ai 50 anni, soprattutto per l’alta mortalità infantile.

Il merito è di vaccini, antibiotici, acqua potabile, alimentazione migliore e cure mediche. Questi progressi, però, hanno soprattutto permesso a più persone di arrivare alla vecchiaia. Il record di Jeanne Calment, invece, resiste da quasi tre decenni. È qui che nasce il dibattito sui limiti della longevità umana.

confronto della durata massima della vita tra topo, cane, elefante, essere umano e squalo della Groenlandia per spiegare la longevità umana
Ogni specie ha il suo orologio biologico: un topo vive circa 3 anni, un elefante circa 70, mentre lo squalo della Groenlandia può superare i 270 anni e forse avvicinarsi ai 400. Infografica: GeoGeasy – fonte: Nielsen et al., Science 2016

Esiste un limite alla longevità umana?

Su questo punto gli scienziati sono divisi.

Chi dice sì. Nel 2016 un gruppo dell’Albert Einstein College of Medicine di New York ha analizzato i dati di decine di Paesi su Nature. La conclusione: dagli anni Novanta l’età massima raggiunta non cresce più, e il limite naturale si collocherebbe intorno ai 115 anni, con rarissime eccezioni come Jeanne Calment (Einstein College). Nel 2024 uno studio su Nature Aging guidato da Jay Olshansky ha aggiunto che, dal 1990, l’aumento della speranza di vita nei Paesi più longevi sta rallentando: secondo gli autori, un allungamento radicale della vita in questo secolo è poco plausibile (UIC).

Chi dice no, o non ancora. Nel 2018 un gruppo guidato dalla demografa italiana Elisabetta Barbi (Sapienza Università di Roma) ha studiato su Science migliaia di italiani con più di 105 anni, con documenti anagrafici verificati uno per uno. La scoperta è sorprendente: dopo i 105 anni il rischio di morire smette di aumentare e si stabilizza su una specie di “altopiano”, circa una probabilità su due ogni anno (UC Berkeley). Se il rischio non cresce più, in teoria non esiste un muro invalicabile: semplicemente, arrivare molto avanti diventa sempre più improbabile.

In sintesi: la longevità umana potrebbe non avere un limite fisso, ma superare di molto i 120 anni resta, per ora, estremamente difficile.

Perché invecchiamo (e chi lo fa più lentamente)

L’invecchiamento non è un singolo guasto, ma l’accumulo di tanti piccoli danni: il DNA si danneggia, le cellule smettono di dividersi o lo fanno male, le proteine si deformano, l’infiammazione cresce. Anno dopo anno, l’organismo perde la capacità di ripararsi.

In natura, però, i tempi variano moltissimo. Il topo vive due o tre anni, l’elefante circa settanta. Lo squalo della Groenlandia detiene il record tra i vertebrati: datando le proteine del cristallino dei suoi occhi, i ricercatori hanno stimato che alcuni esemplari abbiano almeno 272 anni e forse quasi 400 (ScienceDaily). Vive in acque gelide, cresce lentissimo e raggiunge la maturità sessuale solo verso i 150 anni.

Studiare questi animali, insieme ai centenari umani, aiuta a capire quali geni e quali stili di vita rallentano l’orologio biologico. Non a caso tra le cosiddette “zone blu”, le aree del mondo con più centenari, c’è anche l’Ogliastra, in Sardegna.

Il futuro della longevità umana

Oggi la ricerca punta meno a vivere “per sempre” e più a vivere meglio più a lungo. Gli scienziati parlano di healthspan, cioè gli anni vissuti in buona salute. Si studiano farmaci che agiscono sui meccanismi dell’invecchiamento, terapie per eliminare le cellule “esauste” e il ruolo di dieta, movimento e relazioni sociali.

Nessuno sa se un giorno qualcuno supererà i 122 anni di Jeanne Calment. Quello che è certo è che la longevità umana è il risultato di una lunghissima storia evolutiva, iniziata miliardi di anni fa con le prime cellule (leggi come è nata la vita) e passata per creature straordinarie come gli pterosauri (scopri di più).

Forse è proprio sapere che il nostro tempo è limitato a renderlo così prezioso.

Fonti e approfondimenti

Spunto di lettura: Le Scienze.

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