Una frase vera a metà
“Il clima è sempre cambiato” è una delle obiezioni più comuni quando si parla di riscaldamento globale. Ed è vera: la Terra ha attraversato ere glaciali, periodi caldissimi, mari che salivano e scendevano di decine di metri.
Ma è vera solo a metà. Quello che la frase non dice è la parte più importante: mai, nella storia che conosciamo, il clima è cambiato così in fretta come adesso. E mai è cambiato mentre il pianeta era sotto pressione su tanti altri fronti contemporaneamente.
Come cambiava il clima in passato
Nel passato il clima è cambiato per cause naturali, quasi sempre lente:
- L’orbita terrestre. Piccole variazioni nella forma dell’orbita e nell’inclinazione dell’asse (i cicli di Milanković) cambiano la quantità di sole che arriva alle alte latitudini. Sono loro a scandire l’alternanza tra glaciazioni e periodi caldi, con ritmi di decine di migliaia di anni.
- I vulcani. Le grandi eruzioni raffreddano il pianeta per uno-tre anni, perché le polveri schermano il sole. Solo sequenze eccezionali di eruzioni hanno lasciato il segno per decenni.
- Il Sole. La sua attività varia, ma le oscillazioni recenti sono troppo piccole per spiegare il riscaldamento attuale.
Secondo l’IPCC, il periodo più caldo degli ultimi 100.000 anni risale a circa 6.500 anni fa, e prima ancora a 125.000 anni fa. Entrambi erano dovuti a lente variazioni dell’orbita, distribuite su millenni. Oggi le temperature di quel periodo di 6.500 anni fa sono già state superate.
Il problema è la velocità
La differenza con il passato non sta tanto nel “quanto”, ma nel “quanto in fretta”. I dati principali:
| Indicatore | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Ritmo del riscaldamento | Dal 1970 più rapido di qualsiasi altro periodo di 50 anni negli ultimi 2.000 anni | IPCC AR6 |
| CO₂ in atmosfera | Livelli mai visti da almeno 2 milioni di anni | IPCC AR6 |
| CO₂ a Mauna Loa | Circa 280 ppm prima dell’era industriale, sotto 320 ppm nel 1958, 432 ppm a maggio 2026 (record) | NOAA / Scripps |
| Temperatura 2025 | +1,47 °C rispetto al 1850–1900, terzo anno più caldo mai registrato | Copernicus |
| Media 2023–2025 | Prima volta che tre anni di fila superano in media +1,5 °C | Copernicus |
| Ultimi 11 anni | Sono gli 11 anni più caldi mai misurati | Copernicus |
| Livello del mare | Sale più in fretta dal 1900 che in qualsiasi secolo degli ultimi 3.000 anni | IPCC AR6 |

In pratica, un cambiamento che in natura richiedeva migliaia di anni oggi avviene nell’arco di una vita umana. Secondo Copernicus, con il ritmo attuale il limite di 1,5 °C dell’Accordo di Parigi potrebbe essere superato stabilmente entro la fine di questo decennio.
Perché la velocità conta così tanto? Perché ecosistemi, specie e società hanno bisogno di tempo per adattarsi. Una foresta può “migrare” verso nord in migliaia di anni, non in cinquanta. E le città costiere non si spostano in una generazione.
Una Terra sotto pressione su più fronti
Nei cambiamenti climatici del passato la natura era “intatta”: foreste, oceani e suoli potevano assorbire gli urti. Oggi non è così.
Gli scienziati del Potsdam Institute for Climate Impact Research misurano lo stato di salute del pianeta con nove “confini planetari”: i limiti entro cui la Terra resta stabile, come è stata negli ultimi 11.700 anni. Secondo il Planetary Health Check 2026, pubblicato a settembre, sette confini su nove sono già stati superati, e per tutti e sette la situazione sta peggiorando:
- Cambiamento climatico
- Integrità della biosfera (perdita di specie e di biodiversità)
- Uso del suolo (deforestazione e degrado)
- Acqua dolce
- Cicli di azoto e fosforo (soprattutto da fertilizzanti)
- Nuove sostanze (plastiche, microplastiche, sostanze chimiche di sintesi)
- Acidificazione degli oceani, superata per la prima volta nel 2025

Solo lo strato di ozono e gli aerosol in atmosfera restano entro i limiti di sicurezza. L’ozono è un buon esempio: si sta riprendendo grazie al Protocollo di Montreal del 1987, segno che le scelte globali funzionano.
Il punto è che questi fronti si rafforzano a vicenda. Il rapporto segnala che i “pozzi” naturali di carbonio, come foreste e oceani, sono indeboliti da caldo, siccità, incendi e degrado. Così una quota maggiore della CO₂ che emettiamo resta in atmosfera, e il riscaldamento accelera.
In sintesi
Sì, il clima è sempre cambiato. Ma prima cambiava in migliaia di anni, per cause naturali, su un pianeta in buona salute. Oggi cambia in pochi decenni, per causa nostra, su un pianeta già sotto stress per la perdita di biodiversità, l’inquinamento e il consumo di suolo e acqua.
La buona notizia è che la causa principale è nota, e quindi anche la soluzione: ridurre le emissioni. La storia dell’ozono dimostra che, quando il mondo agisce insieme, il pianeta risponde.
Fonti
- IPCC AR6, Working Group I – Summary for Policymakers
- Copernicus – Global Climate Highlights 2025
- NOAA Global Monitoring Laboratory – Trends in CO₂
- Scripps / NOAA – Picco annuale di CO₂ a 432 ppm (maggio 2026)
- Planetary Health Check 2026 – sintesi su Down To Earth
- Stockholm Resilience Centre – Planetary Health Check 2025
Spunto di lettura: Le Scienze.


